Differenze tra le versioni di "Il backup in Android"

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Quando parliamo di backup (e del relativo ripristino), possiamo considerare 3 tipi di operazioni:
 
Quando parliamo di backup (e del relativo ripristino), possiamo considerare 3 tipi di operazioni:
 
1- backup delle Rom. Questa operazione interessa solo coloro che vogliono cambiare le proprie Rom (modding) e avere la possibilità in seguito di ritornare alle Rom precedenti.
 
1- backup delle Rom. Questa operazione interessa solo coloro che vogliono cambiare le proprie Rom (modding) e avere la possibilità in seguito di ritornare alle Rom precedenti.
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2- il backup dei dati, consiste nel trasferire in una qualche memoria (tipicamente esterna al dispositivo) tutti o parte dei dati. E' il backup relativamente più semplice, può essere eseguito anche da applicazioni userfriendly, ma non è banale come sembra
 
2- il backup dei dati, consiste nel trasferire in una qualche memoria (tipicamente esterna al dispositivo) tutti o parte dei dati. E' il backup relativamente più semplice, può essere eseguito anche da applicazioni userfriendly, ma non è banale come sembra
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3- il nandroid, backup integrale di tutto il dispositivo: rom, dati, app, impostazioni, temi...
 
3- il nandroid, backup integrale di tutto il dispositivo: rom, dati, app, impostazioni, temi...
  

Versione attuale delle 13:06, 1 lug 2016

Il backup in Android

In un dispositivo android, possiamo distinguere il contenuto della memoria fisica in 2 parti: - le Rom, dove si trova il sistema operativo - i dati, in cui raggruppiamo per comodità le informazioni utente, le app scaricate, le password, i settaggi...

(nota: sia le rom che i dati, alla fine, si trovano nella stessa memoria fisica, il che può causare confusione per chi viene dal mondo pc, dove rom vuol dire una certa cosa...)

Quando parliamo di backup (e del relativo ripristino), possiamo considerare 3 tipi di operazioni: 1- backup delle Rom. Questa operazione interessa solo coloro che vogliono cambiare le proprie Rom (modding) e avere la possibilità in seguito di ritornare alle Rom precedenti.

2- il backup dei dati, consiste nel trasferire in una qualche memoria (tipicamente esterna al dispositivo) tutti o parte dei dati. E' il backup relativamente più semplice, può essere eseguito anche da applicazioni userfriendly, ma non è banale come sembra

3- il nandroid, backup integrale di tutto il dispositivo: rom, dati, app, impostazioni, temi...

Alcuni concetti base: - le Rom, vengono 'prima' dei dati. Quando comperate un android nuovo, le rom sono già installate, i dati invece si aggiungono man mano che usate l'oggetto - se cambiate le Rom, implicitamente azzerate anche i dati associati alle vecchie rom (attenzione: quando fate un aggiornamento della Rom, i dati invece restano. Questo perchè è il TIPO diverso di Rom che azzera i dati. Per capirci: se passate da Cyano a Samsung o viceversa, dopo il passaggio vi trovate un tablet 'nuovo')

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Il nandroid: per poterlo fare, occorre avere: - un accesso root del dispositivo - un programma capace di fare la copia (e in seguito il restore) di Rom, app, dati, insomma di tutto il dispositivo. Questo programma di solito necessita anche lui di root, al punto che in genere quando si fa root, conviene fare anche clockworkmod.

Le tecniche per ottenere root possono cambiare da un dispositivo e l'altro, ma ai fini del nostro discorso non cambia. Diciamo che avete root e andiamo avanti. Anche il programma può essere diverso, ma la logica del funzionamento è abbastanza simile. Nei miei esempi io parlerò di ClockWorkMod (versione 6.0.1.2), che ho usato sul mio Galaxy Tab 2 10.1.

- un punto importante: DOVE viene scritto il nandroid? Al minimo, dobbiamo avere una zona della memoria interna (diciamo una CARTELLA) dove il programma che fa il nandroid, nel nostro caso CWM, possa andare a scrivere. Quindi avremo un INPUT (tutto quanto meno la cartella di backup) e un OUTPUT: la cartella di backup. Se abbiamo a disposizione una seconda memoria (ad esempio, una usb aggiuntiva) è più facile distinguere: il nostro programma copierà tutto il contenuto della memoria interna nella cartella che si trova sulla scheda esterna. Da un punto di vista più generale, se abbiamo una qualche forma di connessione è possibile usare anche una cartella sul pc, o addirittura uno spazio sul cloud, ma quello che ci interessa è il concetto base: il programma legge tutto quel che c'è nel dispositivo e lo scrive da qualche parte (diciamo in una cartella). Chiaro fin qui?

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A che serve, e come si realizza un nandroid?

Un primo uso, è il semplice backup di sicurezza: ho un dispositivo funzionante, con una certa situazione. Faccio un nandroid. Passa del tempo, intervengono modifiche di vario genere (ad esempio: installo, cancello, faccio cose...). A un certo punto desidero ritornare indietro, vuoi perchè si è incasinato tutto, vuoi perchè ho cancellato qualcosa che non dovevo, o semplicemente perchè prima mi piaceva di più. Faccio un restore del nandroid e torno come al momento del backup.

Un caso più difficile (e questo lo spieghiamo un pochino meglio): voglio giocare con sistemi operativi diversi (quindi, con Rom diverse).

Qui, occorre seguire una certa logica. Ad esempio: compero un dispositivo, che arriva con le Rom originali del costruttore. Ci lavoro un po', installo app, creo account, inserisco password del wi-fi... Ogni tanto, faccio un nandroid per sicurezza (e qui siamo sempre nel caso semplice). A un certo punto, decido che voglio provare un nuovo sistema operativo. Io, ad esempio, ho voluto usare CyanogenMod10, ma ce ne sono tanti in giro. Prima di cominciare, facciamo il nandroid del sistema originario, che chiameremo N1. Lo salveremo da qualche parte al sicuro, poi capiremo perchè.

Ora, viene il momento del modding: installiamo la nuova rom, e diciamo che funziona (se non funziona, per fortuna abbiamo N1). Una volta installata la nuova Rom, ci troveremo un sistema di nuovo bianco, pulito: dovremo necessariamente lavorarci sopra un po', installare le app, inserire password e creare account... uffa che barba. E però quando abbiamo un sistema che funziona, facciamo subito un N2.

Ora, se abbiamo fatto tutto per bene, possiamo passare da N1 a N2 e viceversa in pochi minuti. Vi illustro i passaggi con ClockWorkMod (CWM), ma la logica è la stessa anche se usate altri programmi.

- Diciamo che avete finito di fare N2, e volete tornare a N1 - CWM lavora nella cartella /clockworkmod Qui salva il nandroid del backup, e qui lo va a leggere quando chiedete il restore (info aggiuntiva: dentro quella cartella, ne troverete almeno un'altra, con la data - anno-mese-giorno-ora-minuto-secondo del backup) - una volta fatto, RINOMINATE la cartella di lavoro modo da non confonderla, ad esempio potremmo chiamarla /N2clockworkmod - quindi prendete la cartella dove stava N1, rinominatela in /clockworkmod così che sia vista come cartella di lavoro - ora, se riavviate in recovery mode, e date il comando restore, otterrete il vostro dispositivo android nello stesso stato in cui era al momento in cui avete salvato N1

Alcune considerazioni conclusive: - quando vorrete ritornare a usare N2, avete già capito che basta sostituire la cartella di lavoro con quella di N2 - in generale, potete installare e configurare anche più di 2 Rom differenti, e avere, ad esempio, N3, N4, N5... L'unico limite è sostanzialmente il tempo che avete da dedicare e la memoria disponibile - se il vostro dispositivo ammette schedine usb, come il mitico GTab2, potete anche avere più schede, ciascuna con uno o più nandroid. I vincoli sono che siano, in partenza, funzionanti, che ovviamente siano tutti fatti con la stessa versione del programma di backup, e che abbiate i permessi di root per poterlo fare, ma questo è implicito, visto che avete fatto il modding.